25 novembre: la parola femminile contro la violenza

Molti i tipi di violenza contro le donne, ma un denominatore comune, più o meno consapevole: la  rabbia nei confronti della libertà femminile e della fine del consenso femminile al dominio maschile.

Insieme alla violenza fisica, terribile, che arriva fino alla decisione di avere diritto di porre fine ad una vita, altre forme meno appariscenti ma non per questo non dannose: la permanenza e la diffusione più o meno subdola di  stereotipi sessisti; l’oscuramento, quando non la cancellazione del pensiero, della produzione, della presenza femminile, di cui sono un tipico esempio i manuali scolastici.

Facciamo nostre le parole di Graziella Priulla:" [Occorre] cambiare lo sguardo sulla storia, utilizzare la letteratura e la mitologia per parlare dei sentimenti e delle relazioni, inserire nei canoni le autrici e le artiste, decostruire gli stereotipi e i pregiudizi nel linguaggio, dare voce a tutte le differenze, analizzare le cifre che svelano le disuguaglianze" (Graziella Priulla, novembre 2023).

Anche noi la pensiamo così ed è per questo che pubblichiamo i tre testi che seguono, segnalando anche che le personagge dei romanzi presi in esame  non cessano di cercare la loro libertà .

Non-solo-vittime.-Uno-sguardo-nelle-letterature-non-occidentali_-di-Letizia-Del-Bubba

Artemisia di Anna Banti, di Maria Pia Lessi

“it is better to speak” (Audre Lorde). Tracce e fonti della violenza patriarcale nel mito e nella letteratura, di Paola Meneganti.

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