Liana Borghi, la sua voce morbida, il suoi bellissimi occhi azzurri, ci ha lasciato. È un dolore grande. Eravamo così felici quando la incontravamo: quando incontravamo il suo affetto, il suo humor, la sua dolcezza, le sue proposte. Quando facevamo cose insieme. Ci è stata maestra, Liana. Abbiamo letto i suoi scritti, ascoltato le sue parole. Abbiamo incontrato, tramite lei, mondi culturali e politici affascinanti, che hanno nutrito il nostro femminismo, ampliandone gli orizzonti. Con le amiche e compagne del Giardino dei Ciliegi di Firenze esplorava, portava in luce, approfondiva, dava spunti di ricerca e di riflessione. Lo testimonia anche il grande lavoro per la fondazione e per la vita della Società Italiana delle Letterate. Intellettuale fine ed appassionata, ha lungamente lavorato per la valorizzazione della cultura lesbica, queer, trans. A lei dobbiamo la frequentazione di autrici come Adrienne Rich, Audre Lorde, bell hooks.

Cara Liana, cara amica, ti salutiamo con amore. Ti portiamo nei nostri cuori, nelle nostre menti, nelle nostre parole, tu e le tue immagini sul lungomare di Livorno, assorta. Un grande abbraccio alla compagna Cristina, alla figlia ed ai suoi familiari.

 

Nessun commento ancora

Lascia un commento