la nostra amica bella e intensa, la nostra compagna di tanta sapienza e tanto amore

Se il cuore, come ci insegna Maria Zambrano, rappresenta tutte le viscere della vita, il cuore di Gertrud Schneider era un cuore grande, un cuore in cui coabitavano le sue attività, le sue relazioni, il suo amore per la famiglia, per le amiche, per la cultura, per il mondo. Gertrud aveva fondato con molte di noi l’associazione Evelina De Magistris, nel 2002, ma da ben prima ci eravamo incontrate ed avevamo imparato ad amarci e a rispettarci. La nostra amica tedesca, che aveva trovato amore e casa qui in Toscana e che viveva in una bellissima casa nelle campagne attorno a Rosignano. Era una donna di profonda cultura, a cavallo tra due mondi, quello tedesco e quello italiano, e questo sguardo dal confine le permetteva una grande lucidità nel ragionare di entrambi. Era presidente dell’ICIT, l’istituto culturale italo tedesco, con sede a Livorno, e si impegnava moltissimo per un dialogo tra le due culture. Gertrud sentiva molto il peso della storia tedesca del Novecento, lei con ascendenze ebraiche, il cui padre le aveva narrato tardi, per pudore, la storia della resistenza, nascosta ma ferma, che aveva opposto al nazismo: lei che aveva intrapreso lo studio dell’ebraico. Insegnante di tedesco, la sua lingua madre che amava moltissimo, Gertrud era un’organizzatrice culturale infaticabile: di mostre (per alcuni anni in collaborazione con la Provincia di Livorno, poi con l’Osservatorio di Monterotondo), tra cui citerò quelle su Charlotte Salomon e su Ingeborg Bachmann, e poi una sull’esperienza della Casa della Donna di Colonia, e una sul Bauhaus. Mostre non neutre, schierate, perché Gertrud credeva in una cultura militante, che parlasse del mondo da un posizionamento di giustizia e di libertà e con lo sguardo femminista. Avevamo progettato una giornata di studi su Annemarie Schwarzenbach, intellettuale del Novecento geniale ed atipica: non ce l’abbiamo fatta, non c’è stato tempo. Gertrud amava molto la musica e organizzava bellissimi concerti (memorabile uno su Brecht e Weill), tra cui, appuntamento immancabile, il concerto di Natale alla chiesa dei Valdesi. Addio, cara amica nostra. La tua scomparsa è uno strazio, aggravato da questi giorni, in cui non possiamo neppure renderti l’ultimo saluto.
Vogliamo però ricordarti in una festa a casa tua di qualche tempo fa, in cui ballasti la pizzica, suonata da tuo figlio,accompagnando i movimenti con un bellissimo foulard rosso.

Alla famiglia, a Mauro, a Giorgio, a Lisa e a Susanna un grande, grande abbraccio.
Paola Meneganti per l’Associazione Evelina De Magistris

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